“Batti e ribatti”

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Teatro Portaportese
Da un’idea di Flavia Di Domenico e Marina Vitolo
Scritto e diretto da Rita Gianini
Con Maria Chiara Basso, Carla Carfagna, Titti Cerrone, Flavia Di Domenico, Cristina Galardini, Rita Gianini, Alessandra Ligarò, Marina Vitolo

Invitato dal cast, ho l’ opportunità di assistere alla prova generale dello spettacolo che debutterà nei prossimi giorni al Teatro Portaportese dove sono stasera.

In scena, come avrete visto dall’elenco di nomi, un corposo gruppo di attrici del collettivo “Foto 51”, il cui obiettivo è sensibilizzare il pubblico su tematiche che riguardano il mondo femminile attraverso la realizzazione di spettacoli ed iniziative culturali che strizzano l’occhio soprattutto ad un pubblico giovanile con temi che riguardano la dignità, la parità di genere e i diritti civili.

In una scenografia gradevole ed essenziale che non distoglie l’attenzione dalla vicenda e non smorza il velato lato drammatico addolcito da un linguaggio ed un approccio ironico, ci troviamo al cospetto di quattro donne, quattro amiche che hanno raggiunto la mezza età e che hanno in comune lo stesso destino lavorativo.

Vivono in un appartamento in affitto tirando avanti grazie a piccoli e saltuari lavori precari. A breve saranno sfrattate e costrette a lasciare la loro modesta casa.

Decidono, così, in un impeto di orgoglio o per un riscatto personale, di rivendicare il loro stato in campo lavorativo con un riconoscimento ufficiale, difficilmente comprovabile visto che non hanno versamenti e contributi che attestino il loro impegno passato. In questo tentativo, si faranno aiutare dalla figlia di una di loro e dalla sua giovane stagista, figlia di un alto funzionario dello Stato.

Ovviamente è difficile riuscire nell’intento, ma la volontà della storia è un’altra.

Quello a cui assisteremo è un divertente spaccato sociale sulla vita di quelle donne che hanno scelto, per vivere, il mestiere più antico del mondo.

Attraverso un testo brillante e scoppiettante, si vuole ridare dignità alla figura della donna che per necessità o scelta ha intrapreso questo mestiere. Ma c’è di più: il testo approfondisce, in alcune situazioni, anche quelle forme sottili di prostituzione, ad esempio per raggiungere un traguardo altrimenti negato a una donna o quelle circostanze che la vita tristemente pone.

“Batti e ribatti” ha un modo divertente ed ironico di affrontare questo tema scottante. Pur inserendo all’interno delle vicende momenti profondi e anche drammatici, questi vengono sempre espressi con delicatezza e con un approccio adatto a tutti, in un linguaggio fruibile e naturale condito con battute genuine e schiettezza che danno spontaneità alla storia e ai personaggi.

Otto attrici si avvicendano sul palco dando vita a un testo attento nello sviluppo di ogni personalità e capace di attirare le simpatie del pubblico. Lo spettatore non giudicherà le scelte delle donne, anzi, le comprenderà seguendo le loro dinamiche così realistiche e divertenti.

La regia sceglie di inserire, tra una scena e l’altra, alcuni piacevoli stacchi musicali che vogliono essere un richiamo alla storia; alcuni forse spezzano un po’ troppo la fluidità della storia, ma risultano gradevoli grazie anche ai balletti che li completano.

Non mancano piccole stoccate che in maniera intelligente e provocatoria, sottolineano l’ipocrisia con cui spesso viene affrontato l’argomento della prostituzione. Di fondo ci troviamo davanti ad una grande storia d’amore che lega le quattro donne che, vivendo insieme, hanno collaborato come una vera famiglia per dare un futuro diverso alla figlia di una di loro. Una prostituta, quindi, può essere una buona madre e lo dimostra sacrificando la propria vita.

Sarà proprio il successo sociale della giovane a far sentire tutte le protagoniste riscattate dalla loro condizione.

I personaggi:

Rita Gianini è nei panni di Eva, una prostituta anzianotta e piuttosto malconcia ma davvero tanto divertente. Rita è l’autrice del testo. Mi piace quando un’autrice sceglie di approfondire maggiormente i personaggi che la circondano e di non porsi necessariamente al centro dell’attenzione della vicenda. Nonostante tutto, le uscite e le apparizioni di Rita si notano perché, seppur fugaci, sono sempre molto divertenti e riuscite.

Marina Vitolo è Addolorata, la madre di Cross, napoletana dentro e fuori, che fa coppia fissa sul palco con Flavia di Domenico, qui nei panni dell’inveterata siciliana Rosaria. Insieme sono come Totò e Peppino, anche in questa pièce di dividono capacemente il palco con le loro buffe baruffe, gag e battute, destreggiandosi in divertenti duelli verbali in cui si scambiano continuamente i ruoli di protagonista e spalla come due giocolieri.

Oltre ad essere due attrici affiatate, sono artiste nate per la comicità, ma anche particolarmente dotate per la drammaturgia, che qui accennano velatamente tra una battuta e l’altra.

Titti Cerrone è Cross o Crocifissa, Crocetta, l’incarnazione della rivalsa, una bandiera che le donne sventolano fieramente come simbolo della donna libera ed emancipata. Come sempre spigliata e divertente, Titti si destreggia in questa casa con le singolari zie adottive e la madre, cercando di realizzare il sogno di diventare un magistrato. Nonostante si mostri affabile e dolce, tenacemente cerca di raggiungere il suo obiettivo, ma anche di difendere il pesante segreto delle donne che potrebbe compromettere il suo futuro. È però molto chiaro che ami profondamente tutte queste figure che sono molto importanti nella sua vita. Non si vergogna di loro, anzi, cerca di proteggerle.

Cristina Galardini è nei panni di Criss, Cristina, la padrona di casa, una donna omosessuale che vorrebbe sposarsi. Per coronare questo sogno ha necessità di liberare la casa dove vivono le quattro donne. Anche lei ci dona dei momenti alquanto comici, mostrandoci al contempo anche un altro aspetto della sessualità femminile, con garbo e a volte sofferta, ma non dimenticando di inserire in questa prova la sua esuberanza artistica.

Non so se avete notato, ma fino a questo momento tutti i nomi delle donne che hanno a che fare con questa casa riconducono alla spiritualità. Non dimentichiamo che Maria Maddalena era una prostituta e che, nonostante tutto, è una figura importante nella religione cristiana, degna rappresentante della redenzione e del cambiamento. Anche in questo ravvedo, nel testo, la volontà di riscattare queste figure dal giudizio.

Carla Carfagna è Morgana, uno dei personaggi che mi ha colpito di più per la sua intensità e poliedricità. Si nasconde dietro un’apparente semplicità e frivolezza, ma in realtà nasconde un carattere intenso e profondo forse per timore di esporsi. Ha frequentato uomini ricchi e nobili che hanno permesso a Cross e alle altre di vivere senza troppe privazioni. È volutamente esagerata ed egocentrica, ma sa tirare pungenti stoccate grazie a una cultura che ha sviluppato e che traspare chiaramente. Carla gioca bene con la sua sensualità e la comicità vestendo un bel personaggio.

Maria Chiara Basso è Chantal, una giovane e graziosa stagista che deve formarsi con Cross. Si trova ospite in questa casa senza rendersi conto della situazione che ha intorno. I fraintendimenti ovviamente giocano a favore della comicità della proposta, dando vita a scenette esilaranti che la vedono protagonista. È l’attrice più giovane del gruppo, ben amalgamata con le altre.

batti e ribattiAlessandra Ligarò è Valeria, la madre di Chantal, una donna che ha scelto la carriera politica a dispetto della vita affettiva. Chiamata dalla figlia per cercare di aiutare queste donne a ricevere il giusto riconoscimento per il loro lavoro, capisce subito che la figlia ha frainteso la situazione… Dapprima disponibile, si rivela poi altezzosa e critica nei confronti del passato delle donne. Rappresenta né più e né meno la morale ipocrita che ci circonda.

Sul finale del testo, c’è per cos dire, la morale della storia, manifestata attraverso lo scontro tra le due parti in campo e sfociante in un’aspra critica verso la mentalità bigotta e la politica egoista e distratta, non solo nei confronti della prostituzione, ma verso la difesa dei diritti delle donne.

Uno spettacolo grazioso, lineare, senza picchi eccessivi, con personaggi interessanti e piacevoli, gag divertenti e battute riuscite, che rivela anche qualche piccolo colpo di scena. Una storia che tratta un tema scottante in modo molto simpatico ed adatto a tutti. Una scelta azzeccata per trascorrere una bella serata a teatro.

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