Teatro degli Audaci
Di e con Leonardo Bocci
Regia Danila Stàlteri produzione di StArt Lab
Avevo visto la scorsa stagione il suo one man show “AO” e poi ho continuato a seguirlo sui social attraverso video sempre molto personali e divertenti. Leonardo spesso è anche in teatro, e qui l’ho visto in “Compagni di scuola”, “Ti va sposarmi?”, “Arancione” “Petricore”, “Omicidio nell’hotel delle celebrità”, ma anche come conduttore delle serate a tema “C’ho l’ansia “, a fianco di figure dello spettacolo come intervistatore… Un artista prolifico, duttile e in continua evoluzione, quindi.
Leonardo torna in scena con un nuovo spettacolo, con la regia di Danila Stàlteri.
Scritto da lui insieme ad Antonio Agrestini e Matteo Cirillo, questo monologo propone le vicende di un trentenne alle prese con ansie e paure della vita quotidiana.
Il nostro trentenne si sente inadeguato e vive situazioni tragicomiche non diverse a quelle che propone sui suoi divertenti video, ricchi di riflessioni profonde sulle pressioni sociali e psicologiche a causa delle aspettative più o meno raggiunte e del confronto con gli altri.
Le precedenti date all’ Off Off sono andate molto bene. Così, a distanza di circa un mese eccolo di nuovo in scena qui, al Teatro degli Audaci, per riproporre “Derealizzato” davanti ad un pubblico piuttosto gremito.
La scenografia semplice presenta su un lato un piccolo salotto, dall’altra parte un ombrellone con una piccola sdraio e vicino, quello che sembra essere il lettino da psicoterapeuta…
Così Leonardo si mette a nudo davanti pubblico come davanti allo psicologo in un racconto di fantasia dove c’è molto dell’attore che ci piace tanto.
Gli amici, la famiglia, le fidanzate, lo sport, le ansie, la felicità. Quest’ultima è racchiusa dentro barattoli vuoti, riempiti dalla sua fantasia con i ricordi e le emozioni dei giorni felici, che ci racconta accarezzando quei vasetti che riportano le date degli eventi. Ricordi da conservare e proteggere, conservati scrupolosamente su un mobiletto portato poi in scena.
Ci sono i momenti che tutti serbiamo nel nostro intimo e che quando riaffiorano suscitano un sospiro malinconico.
Tutti ne abbiamo, ma quando Leonardo, accendendo le luci in sala, chiede quale sia il giorno più felice che ricordiamo, nessuno risponde di getto, senza pensarci, come naturalmente dovrebbe essere. E allora viene da ripensare a tutti quegli sketch che questo artista sforna in continuazione con la sua visione della vita ironica e nostalgica, con le sue passioni costantemente minate dalle ansie di vivere, che ci lasciano sempre con il sorriso per come sono narrate ma che regalano anche un momento di riflessione.
Quello di Leonardo può essere un atto scaramantico o di speranza, o anche un avvertimento a non farci fagocitare dal tram tram quotidiano che ci fa dimenticare questi attimi piacevoli. Così, quello di imbottigliare i momenti di serenità è un monito a non perderci ed intristirci con quella nostalgia che Leonardo ha preso ormai al guinzaglio e sa utilizzare per divertirci.
Divertente quando parla di una sua menomazione e di tutta una serie di battute correlate, per poi avvertire il pubblico che il tutto è solo frutto della fantasia sua e di chi ha scritto il testo insieme. Ridendo, tutti tirano un sospiro di sollievo! Sempre pungente e sagace nella sua comicità. Geniale!
Assolutamente divertenti lo scambio di idee con lo psicologo immaginario sul lettino e la gara di iperalimentazione con il vicino di ombrellone al mare, come il piacevole ricordo della sua prima partita allo stadio e le stravaganti uscite con gli amici del cuore.
Un efficace, suggestivo quanto funzionale uso delle luci lo accompagna costantemente e gli permette di apparire e sparire rimanendo sul palco per dar vita a una serie di scene che rendono ariosa la proposta. Scelta registica azzeccata ed apprezzabile, come le musichen di sottofondo.
Un bello spettacolo che fa sicuramente divertire, ma che lascia qualcosa di più nel profondo e fa uscire dal teatro con una sensazione piacevole.
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